Se hai un profilo Google My Business (GMB) e vuoi misurare con precisione il traffico che arriva al tuo sito, i parametri UTM sono essenziali. Senza di essi, Google Analytics tende a classificare molte visite come traffico "Diretto" o "Organico", nascondendo dati utili. L’uso corretto dei tag UTM ti permette di:
- Identificare la fonte del traffico: Scopri se i clic provengono da "Sito web", "Prenota" o altri link sul tuo profilo GMB.
- Misurare le performance delle sedi: Per chi ha più filiali, i parametri UTM aiutano a capire quale location genera più traffico e conversioni.
- Ottimizzare le strategie: Analizza i dati per migliorare il ROI delle attività locali.
L’articolo spiega come creare e aggiungere i parametri UTM ai link di GMB, quali errori evitare e come monitorare i risultati in Google Analytics 4 (GA4). Inizia subito a migliorare il monitoraggio del tuo traffico locale con questa guida pratica.
Cosa Sono i Parametri UTM e Perché Sono Fondamentali per Monitorare GMB
Cosa Sono i Parametri UTM?
I parametri UTM (Urchin Tracking Module) sono piccoli frammenti di testo che si aggiungono alla fine di un URL per identificare con precisione la fonte, il mezzo e la campagna da cui proviene il traffico. Questi parametri, nati dalla storia evolutiva di Google Analytics, sono strumenti essenziali per il monitoraggio delle attività online.
Vengono aggiunti dopo un punto interrogativo (?) nell’URL e non modificano in alcun modo la pagina a cui si riferiscono. Piuttosto, aiutano Google Analytics a capire da dove arrivano i visitatori. Ecco un esempio di URL con parametri UTM:
https://tuosito.it/?utm_source=google-my-business&utm_medium=organic&utm_campaign=gbp-listing
Grazie ai parametri UTM, puoi sapere esattamente da dove proviene il traffico e cosa fanno gli utenti una volta arrivati sul tuo sito. Questo è particolarmente utile per le aziende locali che vogliono misurare il ROI delle attività su Google My Business (GMB). Ad esempio, puoi distinguere tra i clic sul pulsante "Sito web" e quelli su "Prenota" o "Menu". Comprendere la struttura dei parametri UTM ti aiuta a evitare errori di attribuzione e a ottenere dati più precisi.
Perché il Traffico GMB Viene Classificato Erroneamente Senza Tag UTM
Ora che abbiamo chiarito cosa sono i parametri UTM, vediamo perché la loro assenza può causare errori di attribuzione su GMB.
Quando non si utilizzano i parametri UTM, Google Analytics si basa sull’HTTP Referrer per identificare la fonte del traffico. Tuttavia, questo metodo non distingue chiaramente tra il traffico proveniente da GMB e quello organico. I parametri UTM risolvono questo problema, permettendo una classificazione più accurata. Questa distinzione è essenziale per misurare correttamente il ritorno sugli investimenti delle attività locali.
La situazione si complica ulteriormente sui dispositivi mobili e nell’app Google Maps. In questi casi, spesso l’HTTP Referrer non viene trasmesso, portando a errori di attribuzione. Come sottolinea Miriam Ellis, esperta di ricerca locale:
"Mobile and mapping applications (like Google Maps…) will simply be reported as ‘Direct’ in analytics programs, without any nuance."
– Miriam Ellis, Local Search Columnist, Search Engine Land
L’uso dei tag UTM sui link di Google My Business può far emergere dal 20% al 30% di traffico organico precedentemente nascosto nella categoria "Direct"[1]. Questo significa che molte visite, prima attribuite in modo generico, vengono finalmente classificate correttamente.
Per le aziende con più sedi, i parametri UTM diventano ancora più importanti. Ti permettono di capire quale filiale sta generando traffico e conversioni, offrendo dati utili per ottimizzare le strategie locali.
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Come Aggiungere i Parametri UTM agli URL di Google My Business

Come creare e aggiungere parametri UTM a Google My Business: guida step-by-step
I 5 Parametri UTM Necessari per GMB
Per monitorare il traffico proveniente da Google My Business (GMB), è fondamentale utilizzare cinque parametri UTM. Tre di essi sono indispensabili, mentre gli altri due possono fornire ulteriori dettagli utili per analisi più approfondite.
- utm_source: identifica la piattaforma di origine del traffico. Puoi scegliere tra
google, per raggruppare il traffico GMB con quello organico, ogbp, per separarlo completamente nei report. - utm_medium: deve essere sempre
organic(in minuscolo) per classificare correttamente il traffico come "Ricerca organica" in GA4. - utm_campaign: specifica la campagna, ad esempio
gmb-listingo il nome della sede per attività con più filiali. - utm_content: distingue i diversi link all’interno dello stesso profilo GMB. Ad esempio, usa
main_buttonper il pulsante principale "Sito web" eappt_linkper il link alle prenotazioni. - utm_term: raramente utilizzato per GMB, ma utile per tracciare parole chiave specifiche, se necessario.
| Parametro UTM | Valore Consigliato | Scopo |
|---|---|---|
| utm_source | google o gbp |
Indica la piattaforma di provenienza |
| utm_medium | organic |
Classifica il traffico come ricerca organica |
| utm_campaign | gmb-listing |
Identifica la campagna o la sede specifica |
| utm_content | main_button, appt_link |
Distingue i diversi link nel profilo |
| utm_term | [Nome Sede] | (Facoltativo) Identifica filiali specifiche |
Con questi parametri definiti, vediamo come applicarli al tuo profilo GMB.
Step-by-Step: Creazione e Aggiunta dei Tag UTM agli URL GMB
Ora che conosci i parametri essenziali, ecco come integrarli nel tuo profilo GMB.
- Utilizza il Campaign URL Builder di Google Analytics per creare URL con parametri UTM. Inserisci l’URL del tuo sito web (es.
https://www.tuosito.it/) e compila i campi necessari:utm_source=googleutm_medium=organicutm_campaign=gmb-listing
Lo strumento genererà un URL completo con i parametri corretti.
- Copia l’URL generato e accedi alla dashboard di Google Business Profile. Vai su "Modifica profilo" e incolla l’URL nel campo "Sito web". Per link secondari, come prenotazioni, usa un parametro
utm_contentdiverso (es.appt_link) per distinguerli dal link principale. - Nei post di Google, inserisci l’URL taggato nel pulsante "Scopri di più" o "Ordina online".
- Verifica l’URL in modalità incognito per assicurarti che i parametri siano visibili, che l’URL sia canonico e che il sito risponda correttamente (status 200). Controlla che eventuali redirect non eliminino i parametri UTM.
Best Practice per il Tagging UTM su GMB
La coerenza è essenziale quando si utilizzano i parametri UTM. Claire Carlile Rees, esperta di Local Search di BrightLocal, sottolinea l’importanza di mantenere uno schema uniforme:
"Consistency is going to be key because what you don’t want to do is chop and change the way that you add your UTM tags because it’s going to bulk your data and it’s going to take a lot of time to tidy up."
Ecco alcune linee guida per un tagging efficace:
- Usa sempre minuscole per i parametri.
- Scegli un unico separatore per le parole (trattino
-o underscore_) e mantienilo costante. - Documenta tutte le convenzioni UTM in un file centralizzato, specificando i valori utilizzati per ogni parametro. Questo aiuterà il team a seguire le stesse regole.
Per attività con più sedi, includi il nome della filiale in utm_content o utm_campaign (es. utm_content=sede-milano). Questo ti permetterà di confrontare le performance delle diverse location in GA4. Infine, testa sempre gli URL prima di utilizzarli per verificare che non ci siano errori di sintassi, come doppi punti interrogativi (??) o doppi ampersand (&&), che potrebbero compromettere il tracciamento.
Seguendo queste best practice, potrai monitorare con precisione il traffico proveniente da GMB in GA4.
Come Monitorare le Performance di GMB in Google Analytics 4
Dove Trovare il Traffico GMB nei Report di GA4
Con i parametri UTM configurati correttamente, puoi monitorare il traffico proveniente da Google My Business (GMB) direttamente in Google Analytics 4 (GA4).
Per farlo, vai su Report > Acquisizione > Acquisizione del traffico nella dashboard di GA4. Qui troverai tutti i canali di traffico categorizzati in base ai parametri UTM impostati. Per individuare il traffico GMB, utilizza la barra di ricerca sopra la tabella e digita il nome della campagna, come "gmb-listing" o "gbp". Per un’analisi più approfondita, clicca sull’icona "+" nella tabella e aggiungi una dimensione secondaria, come "Origine sessione/mezzo" o "Campagna della sessione". Questo ti permetterà di visualizzare i dettagli dei parametri UTM associati ai link GMB.
Greg Gifford, Chief Operating Officer di SearchLab, sottolinea l’importanza di questo tipo di tracciamento:
"Direct è il contenitore di Google per il traffico che non può attribuire in altro modo. È fondamentalmente un contenitore generico."
Dopo aver identificato il traffico GMB, puoi iniziare a esaminare le metriche chiave per misurare il valore delle visite.
Quali Metriche Monitorare per le Performance di GMB
I parametri UTM non solo aiutano a tracciare il traffico, ma forniscono anche informazioni sulla qualità delle interazioni. Le metriche principali ti aiutano a capire sia il volume sia l’efficacia del traffico GMB.
Ecco alcune metriche essenziali da monitorare:
- Sessioni e Utenti: mostrano quante persone arrivano al tuo sito tramite il profilo GMB.
- Tasso di coinvolgimento: indica se i visitatori trovano il contenuto della tua pagina di destinazione interessante o se abbandonano rapidamente.
- Durata media sessione: misura quanto tempo i visitatori esplorano il tuo sito.
- Conversioni: rivela quante azioni di valore (come chiamate, prenotazioni o acquisti) sono state completate dagli utenti GMB.
- Pagine visitate per sessione: mostra la profondità dell’esplorazione dei visitatori.
| Metrica | Significato |
|---|---|
| Sessioni / Utenti | Indica il volume totale di traffico generato dal profilo GMB. |
| Tasso di coinvolgimento | Mostra se i visitatori interagiscono con il contenuto o abbandonano subito. |
| Durata media sessione | Misura quanto tempo i visitatori restano sul sito. |
| Conversioni | Traccia azioni di valore come chiamate, prenotazioni o acquisti. |
| Pagine visitate per sessione | Indica quante pagine vengono esplorate dai visitatori GMB. |
Le Conversioni meritano particolare attenzione, poiché collegano direttamente la tua presenza su GMB ai risultati aziendali. Per capire quali elementi del tuo profilo GMB generano più valore, aggiungi la dimensione secondaria Contenuto annuncio manuale (relativa a utm_content) per confrontare i diversi link, come il pulsante principale, i link per prenotazioni o i post.
Configurare Report Personalizzati per i Dati GMB
Per un’analisi più dettagliata, puoi creare report personalizzati che evidenziano i dati specifici dei parametri UTM.
Accedi alla sezione Esplora di GA4 e crea un’esplorazione in formato libero dedicata al traffico GMB. Ecco come configurarla:
- Dimensioni: aggiungi "Origine sessione/mezzo", "Campagna della sessione" e "Pagina di destinazione" per analizzare dove arrivano i visitatori GMB.
- Metriche: includi "Utenti attivi", "Sessioni", "Tasso di coinvolgimento" e "Conversioni" per valutare la qualità del traffico.
- Filtro: imposta un filtro sulla "Campagna della sessione" che contenga il tag GMB (ad esempio "gbp") per isolare i dati relativi a GMB.
Se gestisci più sedi, questa configurazione ti consente di confrontare le performance delle varie filiali utilizzando il parametro utm_content, che identifica ciascuna location. Tieni presente che i dati potrebbero richiedere 24–48 ore per essere completamente visibili in GA4.
Inoltre, puoi creare un report permanente utilizzando la funzione Libreria di GA4. Basta selezionare "Crea un nuovo report dettagliato" basato sul template Acquisizione del traffico e applicare un filtro permanente per includere solo i parametri UTM di GMB. Questo ti permetterà di accedere facilmente ai dati ogni volta che ne hai bisogno.
Errori Comuni da Evitare nel Tracciamento UTM di GMB
Per assicurarti che i dati raccolti siano utili e precisi, presta attenzione a questi errori frequenti.
Utilizzo di Convenzioni di Denominazione Incoerenti
GA4 distingue tra maiuscole e minuscole, quindi "Organic" e "organic" verranno interpretati come due entità separate nei report, frammentando i dati. Inoltre, l’uso misto di trattini, underscore e segni più può complicare ulteriormente l’analisi.
Miriam Ellis, esperta di Local Search per Search Engine Land, avverte:
"GA4 reporting is case-sensitive, and will mistakenly report that the same naming fields with upper and lowercase letters are separate entities."
Per evitare confusione, adotta convenzioni di denominazione chiare e condivise. Mantieni un foglio di calcolo accessibile al team, dove annotare tutte le convenzioni UTM utilizzate. Usa nomi descrittivi e coerenti, come "gbp-prenotazioni" invece di etichette generiche come "link1" o "campaign1". Questo approccio semplifica il monitoraggio e migliora l’accuratezza dei dati.
Mancata Applicazione dei Tag a Tutti i Link GMB
Un errore comune è limitarsi a taggare solo il link principale, ignorando i link secondari come "Prenota", "Menu", "Prodotti" o quelli inclusi nei Post GMB. Senza tag UTM, i clic su questi link vengono spesso classificati come traffico "Diretto" o genericamente sotto "google / organic", rendendo difficile identificare quali funzioni specifiche generano risultati.
Greg Gifford, Chief Operating Officer di SearchLab, spiega:
"Direct is Google’s bucket for traffic that it can’t attribute any other way. It’s basically a catch-all bucket."
Per risolvere questo problema, applica tag UTM a tutti i link cliccabili nel tuo profilo GMB. Ad esempio:
utm_campaign=gbp-mainper il pulsante principaleutm_campaign=gbp-prenotazioniper il link di prenotazioneutm_campaign=gbp-menuper il menu
Se gestisci più sedi, utilizza utm_content per specificare la filiale, come utm_content=milano-centro. Questo approccio ti aiuterà a capire esattamente quali link stanno portando traffico e conversioni.
Saltare la Verifica e il Testing
Anche piccoli errori tecnici possono compromettere il tracciamento. Problemi di sintassi, come doppi punti interrogativi (??) o ampersand (&) in eccesso, possono causare malfunzionamenti della pagina o interferire con il "session stitching" di GA4.
Prima di pubblicare un link taggato, testalo in modalità incognito per verificare che la pagina si carichi correttamente e che i parametri UTM siano visibili. Dopo aver cliccato sul link, controlla i report Real-time di GA4 per assicurarti che origine, mezzo e campagna siano registrati correttamente. Ricorda che i dati completi potrebbero richiedere fino a 48 ore per apparire nei report standard.
Un altro punto importante: applica i tag UTM solo all’URL di destinazione finale, ovvero quello che restituisce un codice di stato 200. Se i tag vengono applicati a URL che effettuano redirect (301 o 302), i parametri UTM potrebbero andare persi, compromettendo la qualità del tracciamento. Questo accorgimento è essenziale per garantire che i tuoi dati siano accurati e completi.
Conclusione
I tag UTM giocano un ruolo chiave nell’attribuire correttamente il traffico di Google My Business (GMB) in GA4. Senza di essi, oltre il 25% del traffico potrebbe essere erroneamente classificato come "Diretto" o "Non assegnato", compromettendo l’accuratezza nella valutazione del ROI.
Un utilizzo preciso dei tag UTM trasforma una semplice tecnica in uno strumento per prendere decisioni basate su dati affidabili. Come afferma Dan McGaw, CEO di UTM.io:
"Algorithms guess, but UTMs tell the truth."
Questa precisione consente di ottenere analisi più chiare e decisioni più mirate. Tagga ogni link del tuo profilo GMB, dal pulsante principale ai post, per capire esattamente quali elementi generano traffico e conversioni. In questo modo, puoi migliorare la tua strategia locale, individuare le sedi più performanti e calcolare con precisione il ROI.
Ricorda di mantenere sempre coerenza nei tag: usa lettere minuscole, adotta convenzioni standard e verifica ogni link prima della pubblicazione. Solo così potrai garantire dati affidabili e trasformare GA4 in un vero alleato per far crescere la tua attività locale.
FAQs
Quali link del profilo Google Business Profile devo taggare con UTM?
Devi usare i parametri UTM per taggare i link del tuo Google Business Profile che rimandano al tuo sito web o a specifiche azioni che vuoi monitorare, come il pulsante "Chiama" o "Indicazioni stradali". Puoi aggiungere parametri come utm_source=google, utm_medium=organic e utm_campaign=nomecampagna per distinguere il traffico generato dal profilo. Questo ti permette di analizzare i dati in Google Analytics in modo più dettagliato.
Come distinguere traffico e conversioni per singola sede in GA4?
Vuoi sapere esattamente come le diverse sedi della tua attività performano online? Ecco un metodo semplice: usa i parametri UTM nei link associati alle tue schede Google My Business (GMB).
Ad esempio, aggiungi parametri come utm_source, utm_medium e utm_campaign ai link delle tue sedi. Una volta creati, inseriscili nelle rispettive schede GMB. In questo modo, potrai identificare chiaramente da quale sede provengono visite e conversioni.
Con GA4, puoi poi filtrare i dati basandoti su questi parametri UTM. Questo ti permetterà di analizzare in dettaglio il traffico e le azioni specifiche per ogni sede, aiutandoti a ottimizzare le tue strategie di marketing locale in modo più mirato ed efficace.
Perché i parametri UTM spariscono durante i redirect e come evitarlo?
I parametri UTM rischiano di andare persi durante i redirect, specialmente quelli di tipo 301 o 302, se non sono impostati correttamente per conservarli. Questo può compromettere il tracciamento in Google Analytics, rendendo più difficile analizzare le performance delle campagne. Per evitarlo, è fondamentale configurare i redirect in modo che mantengano le query string, oppure adottare metodi di reindirizzamento che preservano i parametri UTM senza alterazioni.

