La SEO On Page è la soluzione di tutto. E sta in te. guardati dentro.

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Parliamo di SEO On Page (e perché è importante per il tuo business online)

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Tempo di lettura stimato: 17 minuti

Nella pagina dedicata a spiegare che cos’è la SEO, abbiamo raccontato un po’ quelle che sono le basi del nostro lavoro. In questa pagina scendiamo più nello specifico sulla SEO On Page, quella che attiene al settaggio dei parametri interni al sito.

Pensi che la SEO sia infilare quattro parole chiave qua e là?

Beh, iniziamo da una provocazione, ma che però ogni tanto viene imputata e attribuita a chi lavora nel nostro campo. Fare SEO non vuol dire sbattere in una pagina quattro paroline “magiche” (le cosiddette parole chiave o in inglese “keywords”, sulle quali torneremo in un apposita pagina). No, non funziona così. O almeno non solo. E comunque, la SEO On Page rappresenta la parte più semplice del fare SEO, perché quantomeno abbiamo un controllo completo delle operazioni da fare nel sito.

Che cos’è la SEO On Page?

La SEO On Page (detta anche SEO On Site) è la pratica di ottimizzare le pagine web per farle apparire nella parte alta dei motori di ricerca. L’ottimizzazione comprende operazioni da fare nel contenuto visibile e all’interno del codice sorgente HTML.

Quali sono i principali elementi che compongono la SEO On Page?

  • Titoli e descrizioni ottimizzati
  • Strutture URL amichevoli
  • Navigazione facile per l’utente
  • Link interni ottimizzati
  • Formattazione del testo corretta e appropriata (utilizzo di grassetti e corsivi)
  • Tag H1-H6 ottimizzati
  • Ottimizzazione delle immagini (dimensioni, peso, nome appropriato, utilizzo dei testi ALT)
  • Pagine 404 personalizzate
  • Caricamento veloce delle pagine
  • Pagine ottimizzate per i dispositivi mobili
  • Contenuto del sito aggiornato e di alta qualità (probabilmente il fattore SEO più importante!)
  • Link esterni funzionanti e che puntano a siti autorevoli

Perché la SEO On Page è importante?

Nell’introduzione alla SEO abbiamo visto che Google scansiona il web (fase di crawling o scansione), dopodiché indicizza le pagine (fase di indexing o indicizzazione) per determinare quali siano i risultati rilevanti per le ricerche che tutti noi facciamo sul motore di ricerca. Ecco, per il momento teniamo presente la parola “rilevante”, perché il concetto di Rilevanza (in inglese “Relevance” o “Relevancy”) sarà molto importante e ci tornerà utile per capire come funziona tutta la faccenda.
La Rilevanza di una pagina è quel fattore chiave in base al quale una pagina assume un Valore, per chi cerca nel motore e poi per chi legge. È bene che iniziamo fin da ora a distinguere le due fasi della ricerca e poi della consultazione, perché implica l’analisi del click effettuato dall’utente.
Troppo complicato? In realtà è più semplice a vederlo, che a spiegarlo, ma la faccenda è anche abbastanza intuitiva. Se ricerco un qualsiasi argomento (o un prodotto o un servizio), prima consulto i risultati che appaiono sul motore di ricerca e poi se clicco su un qualsiasi link, già quello è per Google un segnale che l’utente ha ritenuto valida una risorsa. E Google sa dove e quando clicchiamo.
Troppo Grande Fratello? Ci torneremo su dopo, ma non spaventatevi e non pensate troppo ai complotti. Sì, perché lo scopo principale di Google è quello di fornirci i risultati migliori possibili. Ecco, questa è la Rilevanza: il risultato migliore possibile per noi, in base ai nostri gusti e ai nostri parametri di ricerca.
Siccome siamo tutti quanti utenti di Google, fino ad ora abbiamo usato il punto di vista da utenti. Se ribaltiamo il punto di vista e ci mettiamo nell’ottica degli addetti ai lavori (o di chi comunque si occupa della manutenzione di un qualsiasi sito), ecco che dobbiamo quindi fare in modo che le nostre pagine abbiano la Rilevanza per chi viene a visitare il nostro sito.

Nel tuo sito devi scrivere contenuto rilevante

Ecco che iniziamo a pensare nell’ottica di chi crea i contenuti. Per scrivere pagine di qualità rilevante, devi scrivere pagine che diano Valore ai tuoi utenti/clienti. La Qualità come fattore di posizionamento risale ormai a dieci anni fa, quando uscì l’update di Google Panda. Fu allora che la Qualità divenne un fattore fondamentale.

Devi essere un’autorità nel tuo settore

Essere un’autorità nel settore non significa che iniziate a girare in città con la limousine, il sigaro in bocca, il cappello a cilindro e il frac addosso. Essere un’autorità significa che trasferite tutta la vostra conoscenza, il vostro know-how professionale nel sito. Questo concetto è conosciuto tra noi addetti ai lavori come E.A.T.. La sigla ci proviene dall’inglese e sta per Expertise, Authoritativeness e Trustworthiness, in italiano, Know-How, Autorevolezza e Affidabilità.
Abbiamo già detto che ormai nel 2020 e oltre, specialmente dopo la pandemia, con tutto quello che ha comportato, al livello di trasferimento verso il mondo digitale dell’online, l’identità digitale è totalmente sovrapponibile a quella della vita reale. Quindi ciò significa che il vostro sito deve rispecchiare tutte le competenze acquisite negli anni di lavoro che avete alle spalle. Expertise è questo. In italiano non è solo l’esperienza, perché questa è solo una parte dell’Expertise.
Know-How comprende meglio questo concetto, solo che gli uomini di Google hanno voluto creare questo acronimo in modo che fosse memorizzabile più facilmente, appunto come E.A.T.
L’Affidabilità, anche qui, la scriviamo in maiuscolo, in quanto va da sé che se una persona o un’azienda promette delle cose online che poi si rivelano essere false, allora non solo subisce le varie recensioni negative, ma la sua Reputazione viene drasticamente ridimensionata, sia online che nella vita reale aziendale.
Questo concetto dell’E.A.T. è talmente importante che ne parleremo a parte in un nostro articolo del blog.

Nel tuo sito devi essere Unico

L’Unicità della Tua Esperienza di Business deve venire fuori anche nel tuo sito. Noi tutti siamo Unici, abbiamo esperienze uniche, che ci hanno portato ad essere ciò che siamo oggi ed ora. Ad esempio, noi abbiamo raccontato qui la nostra Storia imprenditoriale, dal primo sito del 1996 a oggi, passando per svariate vicissitudini. Ma ognuno di voi, che ci leggete ora, avete una Storia imprenditoriale unica, da condividere e da raccontare.
Oggi il sito vetrina non funziona più. Roba da anni Novanta, appunto. Tirare fuori i vostri attributi, in senso figurato e digitale, significa raccontare da dove venite e che cosa volete ottenere dal vostro business. Non venite a spiegarci che volete raggiungere più fatturato, perché questa è solo una conseguenza della vostra Passione per il vostro Lavoro.
Vendete bistecche di carne chianina di altissima qualità, spedite in tutto il mondo dentro a contenitori di polistirene o sughero? Raccontatelo. È l’esempio di un nostro cliente della zona di Arezzo, ma potremmo andare avanti.

Quali sono i fattori SEO On Page più rilevanti?

È giunta l’ora di scendere un po’ più nel dettaglio tecnico dell’ottimizzazione On Page. Cercheremo di essere esaustivi, senza per questo partire per la tangente. Promesso!

Occupati dei Meta Tags, tutto il resto viene di conseguenza

Meta sta qui come acronimo di metadata o metadati. I metadati o Meta Tags sono i tag che i motori di ricerca usano per identificare i fattori di ranking interni delle pagine. I Meta Tag sono parte essenziale del processo di ottimizzazione di una pagina web. Vediamo insieme quali sono i principali.

1. I Tag Title

I Tag Title sono i titoli che vengono visualizzati quando la vostra pagina compare nei risultati di ricerca. Si tratta del Meta Tag più importante per raggiungere gli utenti organici (non a pagamento). Il Tag Title va mantenuto tra i 30 e i 60 caratteri. La stragrande maggioranza dei risultati di Google mostra tra 50 e 60 caratteri. Nello scrivere dei Tag Title che invoglino le persone a cliccare sulla vostra pagina, dovete cercare di utilizzare al meglio la vostra fantasia. Sfruttate i criteri di marketing, anche quello spicciolo del fai da te. Siate creativi, ma sempre autentici, altrimenti verrete meno al criterio dell’Affidabilità di cui abbiamo parlato prima! Ricordatevi che nel marketing online (e anche offline!) le bugie hanno le gambe corte. E che tutti i nodi vengono al pettine. Per cui se promettete mari e monti, poi tutto deve corrispondere, altrimenti verrete massacrati dalle recensioni.

2. I Tag Meta Descrizione

Qui la faccenda diventa più tecnica, ma comunque ve la spieghiamo. Avete presente nelle ricerche di Google? Sotto al Titolo compare la Descrizione della pagina, che tecnicamente si chiama lo snippet (di tutti questi termini in inglese che non hanno traduzione torneremo a parlare nel nostro Glossario della SEO). Segue poi anche la URL della pagina. Anche se il Tag Meta Descrizione non rappresenta un fattore di ranking diretto (al contrario del Tag Title), una Descrizione fatta bene può aumentare i click verso il vostro sito. Di contro, una Descrizione fatta male, farà in modo che l’utente di Google vada avanti a scorrere i risultati della ricerca. La Descrizione va mantenuta sotto ai 160 caratteri, comprensivi degli spazi. Nei risultati di ricerca (SERP, Search Engine Results Page) la Meta Descrizione può essere evidenziata, pertanto è consigliabile inserire in essa delle parole chiave, ma senza esagerare. Nelle prossime settimane scriveremo un articolo apposito su come scrivere delle Descrizioni accattivanti. Ci sono anche dei tools che svolgono una funzione di controllo qualità nella redazione delle Meta Descrizioni, ma generalmente sono relativi solo alla lingua inglese. Di recente, non più di un anno fa, anche il famoso SEO tool di Yoast ha implementato la lingua italiana in tutti i suoi controlli qualità. Pertanto se usate questo tool per il vostro sito, sarete già un pezzo avanti.

Vai a leggere: Come ottimizzare i Tag Meta Descrizione

3. I Tag Heading

Per non sbagliarsi col Tag Title, di cui abbiamo già parlato, anche in italiano i Tag Heading si chiamano così. In effetti Heading vuol dire titolo, ma per evitare confusione, anche noi lo chiamiamo Heading in italiano. Inoltre c’è un discorso di praticità, perché tecnicamente vengono appunto contraddistinti dalla lettera H maiuscola. Pertanto tutti i titoli e sottotitoli di una pagina prendono il Tag che va dall’H1 all’H6, in ordine decrescente di importanza. Il crawler del motore di ricerca legge tutti i Tag Heading e l’attribuzione corretta di essi serve a gerarchizzare il contenuto degli articoli all’interno di ogni singola pagina.
Il Tag Heading più importante è l’H1, che dovrebbe sempre essere il titolo della pagina, con la parola chiave principale inserita. La regola base è che in ogni pagina ci debba essere un solo H1. Tutti gli altri Tag Heading, dall’H2 all’H6 possono essere invece usati più liberamente, senza vincoli, a patto però che siano utili a gerarchizzare il contenuto del testo.
I Tag Heading hanno anche una funzione spaziatrice del contenuto. Troppo testo tutto insieme non va bene. Bisogna separarlo anche per l’occhio. Il tutto serve a mantenere il testo intelligibile. In gergo tecnico lo scorrere dell’occhio su una pagina web è detto Skimming. Si procede per scansione, si usa una lettura trasversale, su cui per adesso non ci soffermiamo. Per adesso basta sapere che una pagina di testo tutto appiccicato “spaventa” il lettore, lo fa scappare, perché si perde l’interesse a leggere. Per questo, mantenere alta l’attenzione del lettore è importante e i Tag Heading servono anche a questo.
Ci sono altre strategie per ottenere questo risultato. L’uso dei bullet o elenchi puntati e numerati. L’uso di immagini e citazioni, come facciamo noi qui nel nostro sito. Il nostro consiglio è quello di mantenere ogni sezione di una pagina sotto alle 300 parole. Ma in questo caso non esiste una ricetta univoca e anche ogni professionista SEO ha le sue proprie idee, dettate dall’esperienza. La cosa può cambiare anche a seconda della tipologia di sito e del suo scopo. Insomma i fattori sono svariati e vanno visti di volta in volta.

4. Gli Attributi Alt delle Immagini (Tag Alt Image)

Così come per il testo, anche le immagini, hanno i loro Tag dedicati. Gli Attributi Alt Image vanno in questa direzione e servono per l’indicizzazione delle immagini nei motori di ricerca. Come corollario di questa buona pratica occorre nominare i file stessi con un nome che sia pertinente (rilevante!) all’argomento dell’immagine e della pagina in cui essa viene inserita.

Il Contenuto in ottica SEO On Page

Com’è noto, il Contenuto è Re. Content is King, si dice anche in italiano ormai, e non solo tra addetti ai lavori. Frase che Bill Gates pronunciò nel 1996 e che è passata alla Storia. La parte relativa ai Contenuti è talmente importante, che richiede un capitolo a parte dedicato a tutta la fase di scrittura dei testi in ottica di ottimizzazione. Per adesso basti solo sapere che i contenuti devono essere ben pensati e ben scritti. Ovviamente non ci devono essere errori di alcuna sorta, men che meno ortografici. Un errore di ortografia è penalizzante per l’Autorevolezza e la vostra Reputazione online. I testi devono contenere le “famose” parole chiave, ma senza esagerare, perché Google si accorge anche quando stiamo cercare di strafare.
Avete presente quando si capisce nella vita reale che qualcuno sta cercando atteggiarsi e di far credere qualcuno che non è? È il classico “vorrei ma non posso”, in inglese lo chiamano il classico “Wanna Be”. Vabbè, senza scendere in esempi e particolari, ma si è capito, no? Ok, Google ha gli strumenti informatici, i famosi algoritmi, per capire quando il linguaggio è innaturale e “forzato”. Ne riparleremo, appunto, nel capitolo dedicato ai Contenuti. Per non parlare dell’ormai famigerato “keyword stuffing”, il mettere le parole chiave a nastro, una dietro l’altra. Si rischia una penalizzazione da spam, dalla quale poi sarà faticoso riuscire a risollevarsi. Quindi occhio!
Fai in modo che il Contenuto delle tue pagine sia Unico. Come te. Racconta, fallo in maniera sincera e genuina. Come nella vita reale.
Se fai tutto nella maniera giusta, piano piano vedrai i risultati. La SEO, in generale, va vista in ottica di investimento di medio periodo. Diciamo due-tre anni. Se pensi di fare sfracelli in due mesi, facendo le scarpe a tutta la concorrenza, allora c’è qualcosa che non va, non solo nel tuo sito, ma anche nella tua testa!

Scegli bene le parole chiave

Anche il capitolo delle parole chiave è talmente vasto che richiede una pagina apposita. E l’argomento è anche molto scottante per le campagne a pagamento su Google Ads. Pertanto ne riparleremo sicuramente anche nel nostro blog. Ormai dovrebbe essere chiaro a tutti che se tenti di fare il furbo con Google, inserendo parole chiave agogo e alla random, stai rischiando fortemente di essere tacciato di spam, una cosa che Google combatte, facendo almeno tre o quattro aggiornamenti all’anno per eliminare dal suo indice tutte le pagine di spazzatura e penalizzare tutte quelle di bassa qualità (Google le chiama, pagine dal “contenuto sottile”, “thin content pages”). La parola d’ordine da adottare è: devi scrivere i testi del tuo sito come se dovessi spiegare a tua nonna quello che fai. In soldoni: parla come mangi, stai sul pezzo e fatti capire. Vale per tutti i settori, sia che tu parli di Viaggi in Toscana, sia che tu debba vendere tessuti pregiati di lana del Casentino o per l’alta moda.

Le immagini devono essere leggere

Prima abbiamo parlato dei Tag Alt delle immagini. Ma non c’è solo quello. Le immagini devono avere le giuste dimensioni e il giusto peso, in termini di pixel e di grandezza dei file. Ricordati che tutte le immagini devono essere ben visibili su tutti gli apparecchi, dai computer desktop, fino agli smartphone. Le immagini devono essere Rilevanti, anche per quanto riguarda il soggetto. Infatti Google, per mezzo all’Intelligenza Artificiale, capisce non solo le parole, ma anche che cosa rappresentano le immagini. Esistono poi dei formati ottimizzati per le immagini. Sicuramente avrai sentito parlare di formato .png e .webp. Beh, vabbè, se non ne hai sentito parlare, non importa. A tempo debito te lo ricorderemo noi e te ne parleremo. In soldoni, sono due formati per le immagini molto validi. Il primo è noto per riprodurre le immagini e le foto ad alto livello qualitativo. Il formato .webp invece è l’ultimo formato allo stato dell’arte, per quanto riguarda la portabilità, leggasi la leggerezza, delle immagini e delle foto e, in ultima istanza, offre il miglior rapporto qualità/dimensioni per il web.

Mantieni pulito il codice delle pagine

Sarà capitato anche a voi… Vi ricordate la canzone? No? Vabbè, avete presente le pagine Ooops, pagina non trovata o Codice 404, Page Not Found, che dir si voglia? A nessuno piace trovare i link non funzionanti che portano nella terra di nessuno. Anche a Google non piacciono i “rami secchi” del web. A Google non piace se nel tuo sito ci sono pagine non collegate o non funzionanti, protocolli SSL non sicuri o non criptati bene, con certificati scaduti e contenuto misto (il famigerato Mixed Content). Pensa alla vita reale. Abbiamo detto che il tuo sito è come il tuo negozio o ufficio e inviti un cliente. Quando arriva, vede i vetri sporchi, le ditate sul tavolo, polvere dappertutto. Lui si fiderebbe di te? Se il codice del tuo sito non funziona come dovrebbe e la navigazione del sito è laboriosa o incasinata, il visitatore se ne andrà via e andrà dal tuo concorrente. Fare un SEO Audit è un’operazione imprescindibile.
Questo aspetto del codice prende il nome di SEO Tecnica e comprende un’analisi del sito, che va fatta a scadenza come minimo mensile. Ci sono vari tools che usiamo per fare questo lavoro di screening, ne parleremo presto nella nostra pagina dedicata ai SEO Tools.
Una delle cose più importanti sono i link, sia quelli interni che quelli esterni. La strategia di Internal linking e External Linking riguarda la Link Building, un altro aspetto cruciale del sito. Abbiamo inserito qua sopra i link relativi alle pagine, perché giusto appunto gli argomenti sono sono piuttosto complessi e necessitano di una trattazione ad hoc, in pagine separate.

Verifica la velocità di caricamento delle pagine e l’esperienza utente

Il 2021 è l’anno del Page Experience Update, un mega update di Google che riguarda l’esperienza utente nella navigazione del sito. Non è questa la pagina adatta per sviscerare il tema, ne parleremo nella pagina dedicata ai Core Web Vitals, che sono i parametri tecnici di riferimento, relativi ad alcune problematiche di navigazione. Tutti concetti che discuteremo a parte, perché sono piuttosto complessi. Un esempio semplice: hai presente quei siti che caricano lentamente, le pagine non si leggono, il testo è scritto con caratteri piccoli, ti si aprono popup, ti parte l’audio di un video, un podcast e altre cose strane? Tutte cose che forse fanno contento qualche programmatore, ma sicuramente infastidiscono molti utenti. Ecco, ne riparleremo. Sappi però che oggi è impensabile un sito che non sia ottimizzato per gli apparecchi mobili e che non sia veloce a caricare. Veramente è il minimo sindacale. Se non riesci in questo, stai praticamente cacciando via i clienti dal tuo sito. E il tuo fatturato ne soffrirà di conseguenza.

Vai a leggere: Come ottimizzare la velocità del tuo sito

Fai in modo che sia facile navigare nel tuo sito

Si potrebbe pensare che non c’entri, ma invece c’entra eccome. Qualcuno dirà che il design e il layout non facciano parte della SEO, ma non è così. La facilità di navigazione di un sito è strettamente correlata al tempo che i visitatori vi trascorrono dentro. Se il vostro sito non sarà facile da usare, le persone scapperanno. Il sito deve essere organizzato bene anche nei contenuti e nella struttura. Le informazioni devono essere esposte in modo chiaro e semplice. Ovviamente il sito deve essere ottimizzato anche per tutti i dispositivi mobili.

Conclusione

L’ottimizzazione per i motori di ricerca non è una passeggiata nel bosco. Diamo per scontato l’Expertise, il Know-How e la professionalità, perché senza non si va da nessuna parte. Per ottenere Autorevolezza online ci vuole tempo. Inoltre, come diceva Steve Jobs, i puntini si uniscono col senno di poi e non a priori. La sua famosa frase, che pronunciò al conferimento della laurea honoris causa ad Harvard, è entrata nella storia. Qui trovate il discorso in italiano. Diceva pressappoco così:

“Non potete sperare di unire i puntini guardando avanti, potete farlo solo guardandovi alle spalle: dovete quindi avere fiducia che, nel futuro, i puntini che ora vi paiono senza senso possano in qualche modo unirsi nel futuro”.

(Steve Jobs)

In altre parole, quando avremo ottenuto il risultato di una buona Reputazione online, potremo unire tutti i puntini e stabilire quanto abbiamo fatto, per vedere che cosa serve e che cosa non ha Valore. È per questo che affidarsi all’esperienza di un professionista SEO è importante. Infatti solo con l’esperienza si impara a capire quali siano i parametri più importanti da ottimizzare e in quale ordine temporale procedere nell’implementarli.
Quando avrete capito che cos’è la SEO On Page e la sua importanza, capirete meglio anche che cosa sta facendo il vostro consulente SEO di fiducia. Per voi non importa sporcarsi le mani sul sito, all’insegna del fai da te, ma se avrete acquisito una bella infarinatura, capirete anche il Valore del Lavoro e apprezzerete meglio anche i Risultati ottenuti con il vostro Investimento nella SEO.

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