Google sostiene che le sue funzionalità di intelligenza artificiale nella Ricerca indirizzino ogni settimana miliardi di clic verso i siti web, una cifra presentata dall’azienda mentre continuano i timori di editori, marketer e professionisti SEO su un possibile calo del traffico di riferimento causato dagli strumenti AI integrati nei risultati.

L’informazione è stata condivisa da Nick Fox, SVP of Knowledge and Information at Google, in un post su LinkedIn e in una versione più breve su X. Fox ha spiegato che il post rispondeva a una domanda che, secondo quanto riferito, continuava a ricevere: se l’AI nella Ricerca avrebbe finito per smettere di inviare utenti ai siti esterni.

Due numeri, ma senza dettagli di supporto

Nel suo intervento, Fox ha richiamato due dati distinti. Il primo era già noto: secondo Google, Search invia al web miliardi di clic ogni giorno. Il secondo, invece, era nuovo: secondo Fox, le capacità AI nella Ricerca inviano ai siti web miliardi di clic ogni settimana, e Fox ha descritto questo come solo l’inizio.

Google ha presentato questi numeri come prova del fatto che i suoi strumenti AI nella Ricerca siano orientati a indirizzare gli utenti verso siti esterni, piuttosto che a trattenerli nei risultati di Google. Tuttavia, come riportato nel materiale di partenza, nessuna delle due cifre è accompagnata da un valore di riferimento, da un denominatore o da una spiegazione sul metodo di calcolo. Al momento della pubblicazione del post, Google non aveva diffuso dati di supporto relativi alla nuova cifra settimanale.

Questa assenza di contesto, secondo l’articolo originale, limita l’utilità del dato per i proprietari di siti. Un totale espresso in miliardi sull’intero web non chiarisce infatti come quel traffico sia distribuito tra grandi editori e siti più piccoli, né consente di capire chi stia beneficiando o meno del traffico generato dall’AI.

Il precedente dato giornaliero

La cifra giornaliera non è una novità. Liz Reid, VP and Head of Search at Google, aveva usato un numero simile in un post sul blog dell’agosto 2025, affermando che il volume dei clic organici provenienti dalla Ricerca fosse abbastanza stabile rispetto all’anno precedente. Anche in quel caso, però, non era stata fornita una cifra esatta.

La nuova cifra citata da Fox riguarda specificamente le funzionalità AI nella Ricerca, non la Ricerca nel suo complesso. Poiché entrambe vengono descritte semplicemente come "miliardi", non è possibile stabilire quale rapporto ci sia tra il dato settimanale attribuito all’AI e il dato giornaliero riferito alla Search nel suo insieme. Nei comunicati ufficiali e nei post del blog di Google, secondo il testo di origine, non risultavano dati suddivisi per singole funzionalità AI.

Il nodo di Search Console

Search console

Nello stesso periodo, Google ha iniziato a distribuire a un gruppo selezionato di proprietari di siti i report sulle prestazioni dell’AI generativa in Search Console. Questi report includono dati sulle impression, con suddivisioni per pagina, Paese e dispositivo, in modo simile ai consueti report sulle prestazioni.

Manca però un elemento considerato centrale nel materiale di partenza: i clic. Le impression mostrano quante volte un contenuto è stato visualizzato dagli utenti, ma non indicano se questi abbiano effettivamente seguito il collegamento. L’assenza dei clic rende quindi più difficile per un sito valutare in modo completo le proprie prestazioni.

Il testo originale sottolinea che non è la prima volta che Google introduce strumenti di reporting legati all’AI senza dati sui clic. In precedenza, quando aveva dato ai siti la possibilità di escludersi dalle funzionalità di ricerca basate sull’AI, era stata sollevata una critica simile: mettere a disposizione un’opzione decisionale senza offrire i dati necessari per valutarla.

Perché il confronto resta impossibile

Il punto di frizione, secondo l’articolo di origine, è che il numero citato da Fox descrive i clic inviati da Google tramite le funzionalità AI verso tutti i siti nel loro insieme, mentre i singoli proprietari di siti possono vedere in Search Console soltanto le impression riferite al proprio dominio. In assenza di dati sui clic nei report AI, non esiste un dato equivalente con cui confrontare l’affermazione di Fox.

In pratica, la cifra fornita da Google opera a una scala così ampia che un singolo sito non può isolare il proprio contributo né verificare direttamente se il proprio andamento sia coerente con il totale descritto dall’azienda.

Per team SEO e redazioni che seguono la performance organica, il materiale di partenza conclude che questi numeri dovrebbero essere letti come contesto generale e non come prova dell’andamento di un singolo sito. Google ha detto di voler aggiungere gradualmente nuove metriche ai report sulle prestazioni dell’AI in Search Console, ma non ha specificato quali saranno né quando arriveranno.

Fino ad allora, resta un divario evidente: Google dispone di un numero aggregato sui clic, mentre i siti hanno soltanto i dati sulle impression. Secondo il testo originale, questo scarto è destinato a mantenere aperta la discussione sull’impatto dell’AI nella Ricerca, lasciando il dibattito basato più sulla fiducia che sulla verifica.

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Autore

Fabrizio Gabrielli

Mi piace camminare all'aria aperta, amo le penne stilografiche e la mia moto Kawasaki ER6-f. SEO Expert, Growth Hacking Manager e web marketing addicted. Dopo una ventennale collaborazione con svariate multinazionali, soprattutto dalla Germania e dagli USA, nel febbraio 2019 ho fondato Pistakkio®, che è marchio registrato in tutta Europa. Creo Valore nel posizionamento SEO di progetti web e faccio pubblicità online su Google Ads per le piccole e medie imprese del tessuto imprenditoriale local business in Toscana e in tutto il Centro Italia.