Google ha recentemente annunciato quello che ha definito il "più grande aggiornamento degli ultimi 25 anni" al suo motore di ricerca durante l’evento I/O. Tra le novità presentate, spicca la trasformazione della barra di ricerca grazie all’integrazione di un’intelligenza artificiale conversazionale e agenti che funzionano in modo autonomo. Questi progressi segnano un importante passo avanti nella capacità di Google di "fare ricerche" per conto degli utenti, rispondendo a richieste complesse e gestendo attività che vanno dalla ricerca di case a prenotazioni di ristoranti.
"La barra di ricerca è ora progettata per un’esperienza di ricerca conversazionale con agenti autonomi", ha spiegato Google. Tra gli esempi citati, vi sono attività come monitorare nuovi lanci di abbigliamento o facilitare decisioni nell’acquisto di immobili, ma le potenzialità di questa tecnologia sembrano essere ben più ampie.
Cambiamenti per il mondo del PR digitale
Secondo gli esperti, questi aggiornamenti potrebbero semplificare molte operazioni quotidiane in ambito PR digitale, come il monitoraggio dei media, il reporting delle coperture mediatiche e il newsjacking. "Se potessimo automatizzare tutto questo in una singola piattaforma, sarebbe fantastico", sottolineano gli analisti. Google, essendo uno dei leader nel settore tecnologico, è considerato in grado di fornire strumenti di altissima qualità rispetto alle soluzioni esistenti.
Tuttavia, il cambiamento verso un web sempre più "agentico" – in cui il ruolo umano nel processo di ricerca si riduce progressivamente – rappresenta una sfida per i professionisti del marketing e delle pubbliche relazioni. "Se sei un PR o un marketer che non sta pensando alla ricerca agentica, probabilmente dovresti iniziare", si legge nell’analisi.
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I listicle dominano la ricerca AI, ma quanto dureranno?
Le ricerche recenti hanno evidenziato che la metà degli URL più citati dai modelli linguistici avanzati (LLM) sono composti da listicle, ovvero articoli strutturati come elenchi. Questo dimostra che, al momento, la visibilità nella ricerca AI è fortemente influenzata da questo tipo di contenuti. Tuttavia, l’uso eccessivo di listicle da parte di esperti SEO ha portato Google a intervenire, penalizzando i contenuti eccessivamente promozionali o manipolativi.
In ambito PR digitale, i listicle rappresentano una tattica utile per accrescere la visibilità di un marchio, grazie alla possibilità di essere inclusi in elenchi già esistenti o di creare round-up di prodotti. Tuttavia, vi sono limiti e rischi evidenti. "I siti a cui ti rivolgi potrebbero essere spammy, potresti violare le linee guida di Google oppure affrontare costi imprevisti quando i listicle si rivelano a pagamento", spiegano gli esperti. Inoltre, l’efficacia di questa strategia potrebbe diminuire col tempo, mano a mano che gli algoritmi delle ricerche AI evolveranno.
"In questo momento, i listicle dovrebbero essere una parte importante della strategia SEO per l’AI, ma solo se integrati con tattiche più ampie, come ricerche originali, commenti di esperti e costruzione di entità", si conclude nell’analisi.
L’impatto della panoramica AI sulle ricerche dei brand
Un altro cambiamento significativo riguarda le abitudini di ricerca dei consumatori. Secondo uno studio su 846.000 ricerche su Google, le ricerche navigazionali per i brand (ovvero quelle dirette) sono notevolmente influenzate dalla presenza di una panoramica AI nei risultati. Senza tale funzione, solo il 12% degli utenti rimane attivo nei risultati dopo 21 secondi, mentre con una panoramica AI questa cifra sale al 46%.
Questa transizione solleva alcune domande per i professionisti del PR digitale: "Se le ricerche dei brand non portano direttamente al tuo sito web, sono meno preziose? Una panoramica AI che parla del tuo brand offre lo stesso valore commerciale della navigazione sul tuo sito? E puoi davvero controllare il messaggio e influenzare il comportamento del pubblico nei risultati AI come faresti sul tuo sito?" Questi interrogativi, secondo gli esperti, meritano ulteriori approfondimenti.
Altre novità in breve
- Google ha introdotto annunci pubblicitari nella modalità AI, integrandoli direttamente nelle risposte dell’intelligenza artificiale. Questo apre nuove opportunità per il marketing a pagamento ma aumenta anche la concorrenza organica.
- Un piccolo editore B2B del Regno Unito, Blooloop, è diventato una delle fonti di notizie più citate al mondo nell’ambito dell’AI, dimostrando che l’adozione dei modelli linguistici può essere vantaggiosa anche per editori di nicchia.
- L’ingegnere Pedro Dias ha pubblicato un articolo critico sui consulenti che promuovono affermazioni non verificate riguardo alla SEO basata sull’AI, evidenziando la necessità di affidarsi a esperti reali per evitare fraintendimenti.
Con questi sviluppi, il panorama del PR digitale e della SEO sta subendo trasformazioni profonde. La capacità di adattarsi a queste innovazioni sarà cruciale per chi opera nel settore.
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