La Competition and Markets Authority del Regno Unito ha introdotto due nuovi requisiti di condotta per i servizi di ricerca generale di Google, imponendo all’azienda di avvisare in anticipo in caso di modifiche significative al ranking dei risultati organici e di rendere più chiaro il funzionamento di tali classifiche.

La misura sul cosiddetto fair ranking prevede che Google classifichi i risultati organici usando criteri oggettivi e non discriminatori. L’obbligo si applica anche alle AI Overviews, ma non ai risultati sponsorizzati. Oltre al preavviso sulle modifiche rilevanti, Google dovrà anche predisporre una procedura che consenta alle imprese di sollevare contestazioni.

Le richieste delle imprese

Secondo l’articolo originale, diverse aziende hanno detto alla CMA che le pratiche di ranking di Google non sono né eque né trasparenti, che i cambiamenti arrivano senza un preavviso sufficiente e che non esiste un modo efficace per segnalare problemi quando tali modifiche causano danni.

Will Hayter, Executive Director for Digital Markets at the CMA, ha dichiarato nell’annuncio:

"These new measures will ensure search results are ranked fairly and objectively, with clearer information about changes and effective routes to raise concerns."

Google ha respinto l’impostazione alla base del requisito sul ranking. Un portavoce ha dichiarato a Press Gazette che i sistemi dell’azienda sono già adeguati:

"ranking systems are fair, transparent and show the most relevant, highest quality results."

Obbligo anche sulla portabilità dei dati

Il secondo requisito trasforma in un obbligo legale l’UK Data Portability API, finora volontaria. Lo strumento consente già alle persone di condividere i propri dati di ricerca con servizi di terze parti.

Secondo quanto riportato nella fonte, questi servizi vogliono costruire prodotti basati su tali dati, ma finora non hanno avuto un accesso affidabile, ad esempio per offerte personalizzate sugli acquisti o premi cashback. Il nuovo obbligo allinea i diritti degli utenti del Regno Unito in materia di dati a quelli previsti nell’Unione europea dal Digital Markets Act.

Tempi di attuazione e controlli

Google avrà sei mesi per attuare il requisito sul fair ranking e tre mesi per la portabilità dei dati. La CMA controllerà il rispetto delle misure attraverso report periodici e potrà introdurre ulteriori interventi.

Questi requisiti arrivano dopo l’azione di inizio giugno con cui la CMA ha dato ai siti web maggiore controllo sull’uso dei propri contenuti nelle funzioni di intelligenza artificiale di Google. Entrambi gli interventi rientrano nel regime britannico sulla concorrenza nei mercati digitali, creato dal Digital Markets, Competition and Consumers Act.

Google era stata designata con strategic market status nella ricerca generale e nella pubblicità legata alla ricerca lo scorso anno. La fonte precisa che tale designazione non equivale a una constatazione di violazione del diritto della concorrenza.

Cosa cambia per la ricerca

La misura sul ranking riguarda una delle contestazioni più ricorrenti rivolte a Google Search nel Regno Unito. Le imprese, che dipendono da Google Search per raggiungere i clienti, sostengono che il funzionamento delle classifiche sia troppo imprevedibile per poter pianificare. Criteri oggettivi, preavviso sulle modifiche significative e un processo di reclamo darebbero loro un canale definito per presentare le proprie preoccupazioni.

L’obbligo non impone a Google di rendere pubblici i propri sistemi di ranking. Come chiarito dalla fonte, stabilisce obblighi su criteri, preavviso e reclami, ma non sulla divulgazione dell’algoritmo.

La CMA sta procedendo per fasi e, secondo l’articolo originale, sono attese ulteriori attività sull’attività di ricerca di Google nel corso dell’estate. Entrambi i requisiti si applicano solo nel Regno Unito. La questione aperta resta l’attuazione concreta e se questa sarà ritenuta sufficiente dalla CMA.

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Autore

Fabrizio Gabrielli

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