Dopo 18 giorni di implementazione, Google ha confermato il completamento del suo aggiornamento principale di dicembre 2025. L’annuncio, avvenuto il 29 dicembre, segna un altro importante punto di svolta per i gestori di siti e i professionisti del settore SEO. L’aggiornamento, iniziato l’11 dicembre 2025, ha portato significative fluttuazioni nei ranking dei risultati di ricerca.

Questo aggiornamento è il terzo confermato nel 2025, dopo quelli di marzo e giugno. Tuttavia, si distingue per il suo tempismo e la durata, rompendo il tipico schema trimestrale di rilascio. Storicamente, Google pubblica aggiornamenti principali ogni tre o quattro mesi, ma il rilascio di dicembre è avvenuto cinque mesi dopo l’aggiornamento di giugno e ha richiesto più dei consueti 14-16 giorni per essere completato. Per confronto, l’aggiornamento di marzo si è concluso in 14 giorni, mentre quello di giugno ha richiesto 16 giorni.

Impatti sull’industria digitale

Durante il rollout, alcuni siti web hanno registrato perdite significative di posizionamento, con alcuni persino scomparsi completamente dai risultati di ricerca. Un utente di un forum ha condiviso il caso del proprio sito, attivo da oltre 10 anni, che ha perso tutti i ranking da un giorno all’altro, nonostante non utilizzasse intelligenza artificiale per la generazione dei contenuti. Questo sottolinea quanto l’aggiornamento abbia avuto un impatto devastante, in particolare per i publisher che dipendono fortemente da Google Discover, il quale rappresenta la principale fonte di traffico per i siti di notizie e media, secondo una ricerca pubblicata nell’agosto 2025.

Osservando gli ultimi cinque anni di volatilità nei ranking di Google, il panorama degli algoritmi è passato da aggiornamenti prevedibili ed episodici a un modello di fluttuazioni continue e altamente imprevedibili, modificando radicalmente le pratiche di ottimizzazione per i motori di ricerca tra il 2021 e il 2025.

Cambiamenti strategici e nuove sfide

Le modifiche strutturali agli aggiornamenti degli algoritmi di Google hanno causato un calo del numero di aggiornamenti confermati: da 10 nel 2021 e 2022 a soli 4 nel 2025. Tuttavia, la durata di implementazione degli aggiornamenti principali è aumentata. L’aggiornamento principale di marzo 2024, ad esempio, ha richiesto 45 giorni per essere implementato completamente, generando un’incertezza senza precedenti per i gestori di siti web.

Le aziende editoriali si trovano inoltre ad affrontare nuove pressioni causate dai browser “agentici”, strumenti come Perplexity’s Comet o la funzione Gemini-in-Chrome di Google, che sono in grado di leggere, riassumere e agire sulle informazioni direttamente nel browser, senza che gli utenti debbano visitare i siti. Questi strumenti potrebbero ridurre ulteriormente il traffico verso i siti dei publisher e alterare il rapporto tra lettori e contenuti. Amir Malik, direttore generale presso Alvarez and Marsal, ha commentato: “L’intelligenza artificiale è un acceleratore del declino delle esperienze web basate sui browser.”

Al momento, i browser agentici non sono ancora largamente adottati, ma i publisher osservano attentamente le loro evoluzioni. Un dirigente editoriale ha definito questa nuova tecnologia una “preoccupazione al 3 percento” – non ancora una minaccia prioritaria, ma comunque da monitorare.

Nuove tecnologie e prospettive future

Nel frattempo, Google continua a integrare l’intelligenza artificiale nei suoi sistemi di ricerca. Il 18 dicembre, l’azienda ha implementato il modello di frontiera Gemini 3, che potenzia i risultati di ricerca con interfacce dinamiche e simulazioni in tempo reale per query complesse. Questa tecnologia rappresenta un passo significativo nell’evoluzione dei motori di ricerca, trasformando le risposte da modelli statici a interfacce personalizzate.

Tuttavia, l’impatto dell’AI sulla capacità di generare traffico verso i siti rimane limitato. ChatGPT, ad esempio, ha guidato 1,6 miliardi di visite verso siti esterni tra settembre e novembre 2025, rappresentando l’87% di tutti i referral AI. In confronto, Google Gemini ha generato solo 287 milioni di visite nello stesso periodo, nonostante un aumento del 388% rispetto all’anno precedente.

Per il momento, Google rimane il principale fattore di preoccupazione per i publisher, con strumenti come Chrome che continuano a sviluppare capacità agentiche. Come ha predetto un dirigente editoriale: “Una volta che Chrome sarà in grado di fare tutto per l’utente, dovremo rapidamente adattare il nostro approccio ai siti web.”

Questo aggiornamento principale di Google sottolinea ulteriormente le sfide che i professionisti del marketing e i publisher devono affrontare in un panorama digitale in costante evoluzione, dove l’intelligenza artificiale e le nuove tecnologie continuano a ridefinire le regole del gioco.

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Autore

Fabrizio Gabrielli

Mi piace camminare all'aria aperta, amo le penne stilografiche e la mia moto Kawasaki ER6-f. SEO Expert, Growth Hacking Manager e web marketing addicted. Dopo una ventennale collaborazione con svariate multinazionali, soprattutto dalla Germania e dagli USA, nel febbraio 2019 ho fondato Pistakkio®, che è marchio registrato in tutta Europa. Creo Valore nel posizionamento SEO di progetti web e faccio pubblicità online su Google Ads per le piccole e medie imprese del tessuto imprenditoriale local business in Toscana e in tutto il Centro Italia.