Se voglio portare più chiamate da Google Maps e dalla ricerca locale, faccio sempre la stessa cosa: guardo chi compare, per quali ricerche e cosa sta facendo meglio di me.

In pratica, l’articolo spiega un flusso molto semplice:

  • parto da keyword locali come servizio + città o servizio + quartiere
  • controllo Local Pack, risultati organici e Google Maps
  • tengo solo i competitor che compaiono più volte
  • confronto scheda Google Business Profile, pagine locali e copertura keyword
  • uso strumenti come Semrush, Keyword Planner, KWFinder e Search Console
  • divido le query per priorità
  • trasformo tutto in pagine locali, lavori sulla scheda GBP e campagne Ads

Il punto non è fare una lista lunga. Il punto è trovare le ricerche che possono portare contatti, indicazioni stradali e richieste.

C’è anche un dato pratico da tenere a mente: nelle ricerche locali, i risultati possono cambiare in base a zona, intento e momento della ricerca. Per questo ha senso rifare il controllo ogni 3 mesi e misurare solo ciò che conta: chiamate, recensioni, clic, conversioni.

Fase Cosa faccio Cosa ottengo
1 Scelgo keyword locali di base Lista iniziale
2 Verifico Search, Pack e Maps Competitor ricorrenti
3 Studio GBP, sito e tool keyword Gap e priorità
4 Assegno keyword a pagine e campagne Azioni SEO e Ads

Io lo leggo così: meno supposizioni, più controllo sui termini locali che possono portare lavoro.

Analisi competitor locale: flusso in 4 step

Analisi Competitor Locale: Flusso in 4 Step

Step 1: Costruisci la lista iniziale di keyword e competitor

Prima di aprire strumenti SEO, prepara una lista di partenza. Ti porta via poco tempo, ma ti dà subito una base concreta. E soprattutto ti aiuta a capire chi si vede davvero nelle ricerche locali.

Crea una lista di keyword locali di base

Il modo più semplice è unire il servizio principale con la città principale. Per esempio: "commercialista Firenze", "ristorante vegano Lucca", "fisioterapista Prato".

Se lavori su città grandi come Milano o Roma, conviene aggiungere anche il quartiere. In questi casi, ricerche come "avvocato Navigli" o "dentista Parioli" hanno molto senso.

I modificatori di intento vanno usati solo quando rispecchiano una ricerca concreta. Termini come "vicino a me", "aperto ora" o "migliore" non servono sempre: funzionano solo nelle categorie giuste.

C’è poi un dettaglio che molti saltano. Il lessico cambia da zona a zona. Per lo stesso servizio, in aree diverse le persone possono usare parole diverse. Se vuoi una lista utile, devi parlare come parla il territorio.

Controlla Google Search e Maps in modalità in incognito

Quando la lista è pronta, passa alla verifica sul campo. Apri il browser in modalità in incognito e cerca le keyword principali su Google. L’obiettivo è semplice: vedere come Google risponde in quel momento alle tue ricerche.

Guarda tre aree precise:

  • il Local Pack, cioè i tre risultati con mappa
  • i risultati organici
  • Google Maps, controllato a parte

Per ogni ricerca, annota quali attività compaiono e in quale posizione.

Metti tutto in un solo foglio: keyword, competitor, posizione, tipo di risultato – Local Pack, Maps oppure organico – e città. Questo documento diventa il tuo punto di riferimento per tutto il resto dell’analisi. Da qui puoi passare al confronto tra segnali e copertura keyword.

Tieni solo i competitor ricorrenti

Dopo aver raccolto i dati su più keyword, vedrai uno schema abbastanza chiaro: alcune attività saltano fuori di continuo, altre compaiono una volta sola e poi spariscono.

I competitor da studiare sono quelli che tornano più spesso. Se un’attività appare una sola volta, non è un competitor ricorrente.

Conviene quindi concentrare l’analisi sulle attività che si vedono su più keyword e in più tipi di risultato. Sono queste che userai nel passo successivo per confrontare copertura e segnali.

Step 2: Analizza i segnali dei competitor e la copertura keyword

Hai già una lista di competitor che spuntano spesso. Ora devi capire perché occupano quelle posizioni.

Guardarli al volo non basta. Ti serve una lettura ordinata di ciò che fanno sia sul profilo Google sia sul sito.

Analizza gli elementi del Google Business Profile

Il primo punto da controllare è il Google Business Profile (GBP) di ogni competitor. Parti da categoria principale, categorie secondarie e descrizione: ti dicono quali servizi l’azienda vuole legare al profilo.

Poi guarda la sezione Servizi. Qui spesso trovi le combinazioni tra servizio e area che il competitor vuole presidiare.

Anche le recensioni recenti dicono molto. Le parole usate dai clienti, scritte in modo spontaneo, fanno emergere keyword ad alto intento che puoi usare nei contenuti e nelle campagne. In pratica, ti mostrano quali ricerche locali il competitor sta già intercettando.

Infine, osserva con che frequenza pubblica post. Non è un dettaglio da poco: ti fa capire quanto segue e cura il profilo nel tempo.

Categoria, descrizione, servizi e recensioni non vanno letti come pezzi scollegati. Insieme raccontano la stessa linea locale.

Studia le pagine dei competitor orientate alle ricerche locali

Poi passa alla realizzazione del sito web. Inizia da elementi semplici ma molto utili: il title della pagina e l’H1. Di solito mostrano la keyword locale su cui la pagina punta.

Controlla anche se ci sono pagine dedicate a città o zone. Alcuni competitor ne pubblicano una per ogni area servita. Quando succede, il segnale è chiaro: dietro c’è un lavoro locale fatto con criterio.

Guarda poi le prove di pertinenza locale presenti nella pagina, come l’indirizzo fisico o i riferimenti a quartieri, comuni o aree del territorio. Sono segnali che aiutano a dare peso alla presenza locale dell’attività.

A questo punto, verifica se la stessa keyword compare anche nel sito in modo coerente.

Questi segnali ti danno già una base solida per passare al confronto con gli strumenti.

Step 3: Usa gli strumenti per trovare gap di keyword e termini prioritari

Adesso passa dai sospetti ai dati. Usa gli strumenti per capire quali keyword ti mancano, quanta domanda c’è e quali termini meritano attenzione subito. Il punto è semplice: prima misuri il gap, poi trasformi quei numeri in attività concrete.

Confronta i posizionamenti dei competitor con gli strumenti keyword

Con Semrush, puoi usare Organic Research per vedere per quali keyword si posiziona un competitor. Poi, con Keyword Gap, trovi le query che i competitor locali coprono e tu no. È uno dei modi più diretti per vedere dove stai lasciando spazio agli altri.

Google Keyword Planner ti aiuta a stimare domanda e costo per clic nella zona che ti interessa. Puoi filtrare per provincia o città, cosa utile se lavori su un’area precisa e non vuoi dati troppo generici.

KWFinder torna utile quando cerchi query più lunghe e più specifiche. Di solito sono meno dure da scalare e spesso includono riferimenti locali molto precisi.

Google Search Console, invece, non mostra le keyword dei competitor. Mostra le tue query reali. Ed è proprio qui che spesso saltano fuori segnali utili: se le impressioni salgono ma i clic no, probabilmente c’è qualcosa da rivedere nell’intento o nello snippet.

A questo punto, conviene dividere le query in due blocchi: quelle da presidiare subito e quelle che puoi rimandare senza danni.

Raggruppa le keyword in gruppi d’azione

Per non perderti in un foglio pieno di termini, classifica ogni keyword in tre gruppi:

  • Gap ad alta opportunità: termini su cui i competitor si posizionano e tu no, con intento commerciale e difficoltà contenuta.
  • Keyword core da presidiare: termini già legati al tuo business, ma ancora migliorabili per posizione o copertura.
  • Termini a bassa priorità: keyword troppo competitive oppure poco in linea con le risorse che hai oggi.

Per dare una priorità senza complicarti la vita, usa un criterio molto pratico: rilevanza, intento commerciale e impatto su chiamate e richieste di indicazioni. Se una keyword può portare contatti, non è solo “traffico”. È lavoro potenziale.

Tabella di confronto: quale strumento serve a cosa

Strumento Scoperta keyword locali Analisi gap competitor Dettaglio geografico Costo
Semrush Alta Eccellente Alta (livello città) Premium
Google Keyword Planner Alta Base Molto alta (provincia/città) Gratuito, con spesa Google Ads
KWFinder Alta Buona Alta (città/regioni specifiche) Fascia media
Google Search Console Media (termini esistenti) Non applicabile Alta (dati reali degli utenti) Gratuito

Step 4: Trasforma i dati in azioni SEO locale e campagne pubblicitarie

Dopo aver individuato i gap, il passo dopo è semplice: trasformarli in pagine, ottimizzazioni della scheda GBP e campagne mirate. In pratica, i dati non devono restare in un foglio di calcolo. Devono diventare azioni precise.

Assegna le keyword a pagine e campagne

Il passo successivo è assegnare ogni termine all’asset più adatto. Ogni keyword va collegata a una pagina, alla scheda Google Business Profile oppure a una campagna.

Le keyword legate ai tuoi servizi principali vanno sulle pagine di servizio. Quelle con riferimenti geografici chiari – come "avvocato Milano centro" o "idraulico Trastevere" – funzionano meglio su pagine città o su landing page locali dedicate. Le keyword generiche con molta visibilità vanno curate anche nella scheda Google Business Profile: descrizione dell’attività, elenco servizi e categorie.

Per Google Ads e Facebook Ads, conviene raggruppare le keyword per zona e per intento. Poi puoi usarle per creare gruppi di annunci e segmenti geografici separati. È un punto pratico ma pesante sul risultato: così eviti di bruciare budget in aree che non portano contatti.

Scegli dove competere per primo

A questo punto devi decidere quali keyword presidiare per prime. La scelta si basa su tre fattori: quanto traffico possono portare, quanto è fattibile salire nei risultati e quanto è probabile che generino una chiamata o una richiesta di indicazioni.

Categoria keyword Portata Intento Concorrenza Costo/resa
Keyword di città (es. "Avvocato Firenze") Alta Medio Alta Bassa (CPC elevato)
Ricerche "vicino a me" (es. "Ristorante vicino a me") Media Molto alto Media Alta (azione immediata)
Query di quartiere (es. "Palestra Novoli") Bassa Alto Bassa Molto alta (target preciso)

Se parti da zero o hai un budget limitato, le query di quartiere sono spesso il punto d’ingresso più efficiente. C’è meno competizione, l’intento è alto e i lead tendono a essere più qualificati. Le keyword di città, invece, di solito chiedono più budget e più tempo prima di dare un ritorno.

Quando affidarsi a un supporto esterno

A volte i dati mandano un segnale chiaro: il problema non è la lista di keyword, ma l’esecuzione. Se vedi limiti tecnici, landing poco efficaci o campagne che consumano budget senza portare risultati, serve un intervento più mirato.

Se emergono problemi tecnici o campagne inefficienti, Pistakkio può intervenire su Technical SEO, landing locali e geotargeting delle campagne.

Conclusione: un flusso di lavoro semplice da ripetere ogni trimestre

L’analisi dei competitor locali funziona quando segui un metodo chiaro: parti dalle keyword, individui i competitor che tornano più spesso, leggi i segnali della GBP e delle pagine locali, poi trasformi tutto in azioni su SEO e Ads. Non serve complicare il processo. Serve farlo con regolarità.

Per tenere il passo, ripeti questo controllo ogni trimestre. In tre mesi possono cambiare molte cose: i posizionamenti si muovono, la domanda locale cambia direzione e i competitor ritoccano le loro mosse. Con una revisione trimestrale, riesci a vedere prima dove si sta spostando l’attenzione e dove stai perdendo o guadagnando visibilità.

Poi guarda i numeri che contano sul serio:

  • chiamate
  • richieste di indicazioni
  • recensioni
  • conversioni

Sono questi i segnali che ti dicono se il lavoro sta portando risultati concreti. Se questi dati salgono, l’analisi non è solo fatta bene sulla carta: sta incidendo nella pratica.

La vera differenza la fa la ripetizione trimestrale.

FAQs

Quante keyword locali devo analizzare all’inizio?

Non esiste un numero fisso: tutto dipende da ciò che serve al tuo business.

La scelta migliore, di solito, è andare per gradi. Parti dalle keyword locali più importanti per il tuo mercato e per la tua zona geografica. In chiave SEO, spesso funziona meglio analizzare una keyword alla volta, così ottieni dati più precisi e più utili.

Come distinguo un vero competitor locale da chi compare solo una volta?

Monitora nel tempo quanto un’attività resta presente nei risultati di ricerca, usando tool SEO e il controllo delle performance su Google Business Profile.

Un vero concorrente locale non spunta una volta ogni tanto: mantiene una visibilità stabile nel tempo. Chi appare in modo saltuario, invece, spesso non segue un piano chiaro per il posizionamento sul territorio. Anche l’analisi del keyword gap e della frequenza con cui un’attività compare nelle mappe locali ti aiuta a capire chi sono i player da prendere sul serio.

Quando conviene creare una pagina città invece di ottimizzare solo la scheda GBP?

Conviene creare una pagina città quando vuoi intercettare traffico organico più ampio e più mirato su una località, cosa che la sola scheda Google Business Profile non copre del tutto.

La scheda GBP serve per Google Maps e per le ricerche locali più immediate. Una pagina dedicata sul sito, invece, ti dà più controllo: puoi lavorare meglio su contenuti, keyword e link building per mercati comunali o regionali specifici.

In pratica, la scheda ti aiuta a farti trovare subito nelle ricerche locali. La pagina città ti aiuta a presidiare una domanda di ricerca più ampia, con più spazio per spiegare servizi, aree coperte e intenti di ricerca legati a quel territorio.

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Autore

Fabrizio Gabrielli

Mi piace camminare all'aria aperta, amo le penne stilografiche e la mia moto Kawasaki ER6-f. SEO Expert, Growth Hacking Manager e web marketing addicted. Dopo una ventennale collaborazione con svariate multinazionali, soprattutto dalla Germania e dagli USA, nel febbraio 2019 ho fondato Pistakkio®, che è marchio registrato in tutta Europa. Creo Valore nel posizionamento SEO di progetti web e faccio pubblicità online su Google Ads per le piccole e medie imprese del tessuto imprenditoriale local business in Toscana e in tutto il Centro Italia.